Marino Viola, i colleghi della Burgo donano ore di ferie alla famiglia. E la dirigenza le raddoppia

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Era il 29 agosto quando Marino Viola morì tragicamente in un incidente lungo la Cassino Sora. L’uomo stava andando al lavoro a Sora, presso la ditta Burgo dove lavorava da tempo, ed era un dirigente amato e rispettato.

Originario del Cassinate, Viola aveva 51 anni, era una figura molto conosciuta nella zona. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Cassino, aveva completato lì anche un corso di alta formazione manageriale. Prima di approdare alla cartiera di Sora, aveva ricoperto ruoli dirigenziali per Ferrarelle, altra importante realtà del panorama industriale nazionale.

Marino è deceduto in un terribile impatto poco dopo le 8 di mattina, e quella che sarebbe dovuta essere una giornata come tante è diventata l’ultima. Ha lasciato l’adorata moglie, insegnante, e due figli, un ragazza di 19 e un maschio di 21, entrambi studenti universitari.

Nei giorni scorsi il telefono della moglie ha squillato, la telefonata arrivava proprio dalla cartiera Burgo. I dipendenti della ditta hanno deciso di donare ore di ferie alla famiglia dell’amico e collega prematuramente scomparso. E la dirigenza ha voluto raddoppiare quel gesto di amore. Così la vedova, con i figli al fianco si è recata sul posto di lavoro dove tante mattine era arrivato il marito. Al loro fianco l’avvocato Domenico Buzzacconi, amico di famiglia che fin dal primo momento è stato di supporto e sostegno per dirimere le annose questioni che hanno seguito l’incidente e alleggerire un peso davvero tanto grande.

Presenti all’incontro in azienda le R.S.U. SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, UGL CHIMICI CARTA-STAMPA nelle persone di Andrea Gabriele, Antonio Fantauzzi, Vincenzo Lombardi, Andrea Marchione, Giulivo Venditti, Roberto Tata, Giancarlo Lorini. Il direttore dello stabilimento, l’ingegner Gianluca Di Palma e il direttore del personale, Francesco Maiorani.

Quattro mesi fa Marino moriva all’improvviso, lasciando un grande vuoto, ma anche tanto altro. Un ricordo, un affetto e un rispetto che fin da subito amici e conoscenti hanno manifestato. Quel vuoto oggi c’è ancora, ma giorno dopo giorno si riempie di una grande eredità di amore. Il gesto dei colleghi, un dono speciale da fare alla moglie e ai figli, è solo una parte del bene che ha lasciato nel mezzo secolo vissuto su questa terra.

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