“C’è una frase, pronunciata in questi giorni dal Sindaco sul futuro di Piazza Labriola, che merita una riflessione seria: l’invito, rivolto a chi esprime posizioni diverse, a “farsi eleggere e poi decidere”. È una frase che chiarisce molto più di quanto forse si intendesse dire. Non è soltanto una risposta polemica: è la sintesi di un modo di intendere l’amministrazione. Un modo che riduce la democrazia al solo momento elettorale e considera ogni voce critica come un elemento estraneo, quasi illegittimo. Ma una città non si governa così“. Dura l’analisi del coordinatore cittadino di FdI, l’avvocato Alberto Borrea, a margine degli ultimi argomenti che stanno infiammando il dibattito cittadino. Il riferimento al primo cittadino è inevitabile.
“Piazza Labriola non è un intervento qualsiasi. È un luogo simbolico, identitario, uno spazio che appartiene alla storia e alla vita quotidiana dei cittadini di Cassino. Proprio per questo le scelte che la riguardano avrebbero richiesto ben altro approccio: confronto vero, ascolto, coinvolgimento. Non decisioni calate dall’alto e difese trincerandosi dietro il principio di maggioranza. Il punto è esattamente questo. Qui non è in discussione la legittimazione democratica dell’amministrazione, che nessuno contesta. È in discussione il modo in cui quella legittimazione viene esercitata. Perché governare non significa chiudersi nel Palazzo e rivendicare il diritto di decidere, ma assumersi la responsabilità di rappresentare l’intera comunità, anche – e soprattutto – quella parte che non ha contribuito a determinare l’esito elettorale. Quando il dissenso viene liquidato con un “fatevi eleggere”, non si sta difendendo una scelta: si sta svuotando il senso stesso del confronto democratico. E allora il rischio è evidente: trasformare una maggioranza politica in un recinto, all’interno del quale si decide, mentre fuori resta una parte della città che viene ascoltata solo formalmente, quando non del tutto ignorata. Come Fratelli d’Italia riteniamo che questo non sia il modo di amministrare Cassino. Non lo è nel metodo e non lo è nel merito. Qui non si tratta di rallentare o ostacolare. Si tratta, più semplicemente, di restituire alle scelte pubbliche il loro naturale spazio: quello del confronto. Perché quando una decisione riguarda un luogo come Piazza Labriola, non può essere percepita come il risultato di un percorso già chiuso, impermeabile a ogni contributo esterno, come già accaduto per quello che fu il Corso della Repubblica. Non è così che si rafforza un progetto. Non è così che si costruisce consenso. Il punto non è chi decide. Il punto è come si decide. E oggi, su una questione che tocca il cuore della città, questo “come” appare ridotto, compresso, quasi sacrificato. Ed è su questo che si misura, prima ancora delle opere, la qualità di un’amministrazione. Perché una città non è proprietà di chi governa” ha concluso Bòrrea, Presidente del Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia.
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