Quello che un tempo era uno dei punti di riferimento per la città e per decine di generazioni è da diversi anni ormai un luogo abbandonato. Nei decenni si sono alternati ai fuochi e fra i tavoli volti noti, entrati a far parte delle storie di centinaia di cassinati e di migliaia di turisti. Tante le serate danzanti, in musica, tra amici trascorse all’interno della struttura. Piatti tipici e una gestione familiare che faceva sentire tutti come a casa. Il ristorante K2 è stato per decenni un marchio di riconoscimento. A due passi da una delle aree archeologiche più belle del territorio. Poi però il destino ha voluto altro e i fuochi si sono spenti, le padelle sono rimaste negli scaffali e la polvere ha riempito quei piatti che per tanto tempo hanno custodito le ricette della tradizione e i sapori del passato.
A Pasquetta i residenti e i passanti hanno però notato qualcosa di sospetto. Non i noti clochard di passaggio che spesso, soprattutto nei mesi invernali, hanno trovato riparo e un giaciglio tra le quattro mura del ristorante. Un gruppo di ragazzini scatenati e senza regole.
E’ stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine, la preoccupazione dei cittadini era legata in particolare allo stato di abbandono della struttura, ai problemi del tetto e di alcune pareti. I ragazzi infatti si aggiravano nelle varie stanze prendendo di mira pareti, muri e finestre e c’era il rischio che qualcosa potesse crollare, magari proprio addosso al gruppetto, ferendoli o anche peggio. Arrivate sul posto le forze dell’ordine avrebbero poi constatato che si trattava di ragazzi tutti minorenni.

Resta l’amarezza per quanto accaduto, per un luogo che nasconde ancora tanta storia del territorio, per un luogo che sta cadendo a pezzi e che è diventato un rischio per chi vi cerca riparo e per qualche gruppetto di buontemponi che pensa che rompere una finestra o prendere a calci un muro sia un’attività divertente, a Pasquetta o nei giorni feriali.
“Tanti di noi sono cresciuti qui, hanno trascorso feste, Capodanni, Pasquette, non a prendere a calci i muri o a usare bombolette, ma a mangiare in quantità. Al massimo si “rubava” un bicchiere di vino ai grandi. Oggi invece i ragazzi pensano che sia divertente distruggere, senza motivo. E chi dovrebbe sapere dove stanno o cosa fanno se ne sta magari davanti a un cellulare o a fare altro” hanno evidenziato amareggiati dei cittadini che abitano nella zona.
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