Due case della semiautonomia per le donne vittime di violenza

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Case della semiautonomia, completato l’ultimo step amministrativo che porterà all’apertura, a Cassino, di due nuove strutture di protezione per le donne vittime di violenza. Con la sottoscrizione del contratto di concessione in comodato gratuito all’associazione Risorse Donna, di due strutture confiscate appartenenti al patrimonio comunale, si completa la rete cittadina che assicurerà il passaggio controllato dalla protezione d’emergenza alla totale autonomia.

“Le case della semiautonomia– ha spiegato l’assessora alle Pari Opportunità, Mariaconcetta Tamburrini –  fungeranno da “ponte” tra l’accoglienza iniziale assicurata dalle case rifugio e l’autonomia completa delle donne che entrano nel circuito di sostegno. Saranno spazi abitativi da gestire in un contesto di co-housing, con il supporto di educatrici, psicologi, professionisti del settore. Obiettivo dichiarato: assicurare il reinserimento sociale e lavorativo. Con queste nuove strutture – ha aggiunto – completiamo un sistema di supporto che accompagna le donne non solo nella fase emergenziale, ma anche in quella, molto delicata, della riconquista della propria indipendenza. Fin dal primo insediamento, la nostra amministrazione ha scelto con determinazione di mettere in cima alle priorità il contrasto alla violenza di genere, lavorando sia sull’attivazione che sul potenziamento di servizi e strutture dedicate. Un impegno che da sette anni a questa parte portiamo avanti, quotidianamente, anche grazie alla collaborazione preziosa delle associazioni del territorio. Realtà che – ha tenuto a sottolineare Tamburrini – con competenza e dedizione, affiancano le istituzioni nella costruzione di una solida rete di sostegno, ascolto ed accompagnamento per le donne che intraprendono un percorso di uscita dalla violenza”.

“Questo progetto – ha commentato, dopo la sottoscrizione dell’accordo con il Comune di Cassino, Serena Di Carlo, presidente di Risorse Donna – rappresenta un tassello fondamentale nel rafforzamento della rete territoriale e nella costruzione di percorsi concreti di autonomia e rinascita. Con l’attivazione delle case di semiautonomia compiamo, a Cassino, un ulteriore passo per assicurare il raggiungimento di una piena autonomia economica ed abitativa. In questo contesto si possono continuare a garantire percorsi personalizzati finalizzati al rafforzamento dell’autonomia abitativa, lavorativa ed economica”.

Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco Enzo Salera, che ha rivendicato l’impegno dell’Amministrazione Comunale nella conversione a fini sociali degli immobili confiscati, considerato “da sempre uno dei punti qualificanti del percorso amministrativo avviato sin dal 2019”.

“L’utilizzo, per scopi pubblici, di strutture confiscate appartenenti al patrimonio comunale – ha evidenziato il primo cittadino – ha rappresentato per noi un obiettivo irrinunciabile. Abbiamo saputo non solo reperire finanziamenti specifici, ma soprattutto abbiamo realizzato progettualità che sono e saranno a servizio della comunità cittadina e delle fasce deboli della popolazione. Al Palazzo della Cultura, ai depositi del settore manutenzione, alla casa rifugio, realtà che sorgono oggi in edifici confiscati, si aggiungono ora la cosiddetta “Stazione di posta”, centro di accoglienza dedicato alle persone in stato di povertà estrema e le “Case della semiautonomia”, che completeranno la “filiera” di sostegno alle donne vittime di violenza. Alle volontarie dell’associazione Risorse Donna, che gestiranno il progetto – ha concluso Salera – va il ringraziamento dell’Amministrazione e della comunità cassinate, per l’importante, prezioso lavoro di sostegno e reinserimento”.

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