Nicosia (Destra Nuova): “Le città non sono antifasciste o solidali.
Sono spazi civili abitati da persone diverse”

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Raccolte firme del comitato Remigrazione, a margine del pomeriggio trascorso in centro e delle polemiche nate nei giorni precedenti, interviene Dario Nicosia di Desta Nuova.

“Nella tradizione culturale della Destra Nuova, il tema dell’immigrazione è sempre
stato ricondotto a una questione di sovranità democratica, responsabilità statuale
e continuità delle comunità storiche. È dentro questo quadro che va letto quanto
accaduto a Cassino, dove in circa quattro ore quattrocento cittadini hanno
sottoscritto una proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione.
Non un clic, non un sondaggio, ma firme reali, documenti, presenza fisica.

È un dato politico prima ancora che numerico: esiste una parte della comunità che
chiede di essere ascoltata su un tema decisivo come quello migratorio
.
Il gazebo per la raccolta firme era regolarmente autorizzato.

È stato tuttavia fatto spostare perché un gruppo organizzato ha deciso di tenere un
presidio “antifascista” esattamente nello stesso punto.

Formalmente per ragioni di ordine pubblico.

Sostanzialmente perché il dissenso, quando è riconoscibile e organizzato, diventa
un problema anche se legittimo.
Il paradosso è evidente: una iniziativa prevista dall’ordinamento e svolta nel
rispetto delle regole viene compressa non per violazione di norme, ma per la
presenza di chi contesta ideologicamente il suo contenuto.

È una dinamica che, se normalizzata, produce un effetto semplice: nello spazio
pubblico alcune idee circolano liberamente, altre devono arretrare.
I cartelli del presidio parlavano da soli: “Cassino resta umana”, “Cassino
antifascista e solidale”, “la nostra patria è il mondo intero”.

Non è solo retorica: è un caso di analfabetismo lessicale.

Le città non sono antifasciste o solidali.

Le città sono spazi civili abitati da persone diverse.

Attribuire qualità morali a un toponimo significa trasformare un luogo plurale in
proprietà ideologica, sostituendo la complessità reale con uno slogan identitario.
Colpisce, in tutto questo, l’assenza totale di confronto sul merito della proposta.

Nessuna obiezione giuridica, nessuna critica di contenuto, nessuna argomentazione.

Solo l’etichetta preventiva: “fascisti”.


È il meccanismo noto della delegittimazione per identità: se non posso confutare
ciò che dici, delegittimo chi sei.
L’iniziativa normativa sulla remigrazione prevede il contrasto all’immigrazione
illegale, programmi di rientro volontario assistito, tutela del lavoro regolare e misure
demografiche a sostegno delle famiglie italiane.

Può essere condivisa o meno.

Ma resta una proposta legislativa, non uno slogan.
La proposta non promuove l’immigrazione in generale, ma ammette e regola
soltanto quella legale, necessaria e integrata: colpisce l’irregolarità, valorizza il
lavoro regolare, consente ingressi solo quando utili al sistema produttivo e lega la
permanenza alla responsabilità giuridica e sociale. Non è dunque una politica di
chiusura, ma di ordine: un modello di immigrazione selettiva e governata,
subordinata all’interesse nazionale e alla coesione della comunità.
La raccolta firme si inserisce nella campagna nazionale promossa dal movimento
“Remigrazione e Riconquista”, promotore della proposta di legge sulla
remigrazione: un’iniziativa che mira a riportare il tema migratorio entro un quadro di
sovranità normativa, legalità dei flussi e riequilibrio demografico, attraverso
strumenti come il contrasto all’immigrazione illegale, i programmi di rientro
volontario assistito e il sostegno alla natalità italiana.
Il gazebo, dunque, non era una provocazione locale, ma parte di una procedura
democratica prevista dall’ordinamento.

Esiste a Cassino una domanda di discussione reale su immigrazione, identità e
politiche demografiche.
In una democrazia matura questo dovrebbe essere normale.

Diventa invece problematico solo quando qualcuno pretende di stabilire quali idee
possano essere espresse nello spazio pubblico.
Cassino è una città.

Non un’etichetta”.

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