Giubileo Inclusivo: a Montecassino presentata la guida per non vedenti

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Un importante appuntamento, quello che si è tenuto questa mattina a Montecassino, per concludere il percorso iniziato nei mesi scorsi e dedicato alle persone fragili e con disabilità nell’ambito del progetto GiÒ – Giubileo, Inclusione, Opportunità – promosso dalla Exodus Cassino in collaborazione con l’Abbazia di Montecassino e finanziato dalla Regione Lazio in occasione del Giubileo, per l’accoglienza di turisti e pellegrini con disabilità. Un incontro al quale hanno partecipato tante persone e che se, da un lato, è stata la conclusione di un lungo percorso, dall’altro ha segnato anche l’inizio di nuovi progetti, perché è stato anche l’occasione per presentare la prima Guida Tattile dedicata a Montecassino.

Erano presenti la neoeletta Garante regionale del Lazio per la tutela delle persone con disabilità Anna Teresa Formisano, il responsabile di Exodus  Cassino Luigi Maccaro, il Padre Abate di Montecassino dom Luca Fallica, Veronica Bruschini, dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

Presenti anche i giovani della comunità Exodus che, durante il Giubileo, hanno collaborato con le guide dell’Abazia per l’accompagnamento di turisti e pellegrini con disabilità, anche grazie a carrozzine elettriche e montascale acquistati nell’ambito del progetto e che rimarranno a disposizione dell’Abbazia

Un incontro all’insegna della semplicità, della gratitudine per il percorso fatto, della riflessione e del confronto e l’occasione per presentare uno dei frutti di questi mesi di lavoro, ovvero la prima Guida Tattile dedicata al complesso monastico, uno strumento innovativo pensato per rendere accessibile la storia e la bellezza del luogo anche alle persone cieche e ipovedenti. Uno strumento utile per garantire accessibilità e inclusione: attraverso disegni in rilievo, testo ad alta leggibilità e trascrizione Braille, offre un modo nuovo di conoscere gli spazi di Montecassino, permettendo a tutti di vivere la visita al monastero benedettino in modo pieno e partecipato.

L’Abate di Montecassino, dom Luca Fallica nel suo intervento ha ricordato la spiritualità di Santa Scolastica – di cui solo pochi giorni fa abbiamo celebrato la festa – e di San Benedetto. Quando per l’ultima volta si incontrarono, fu in un luogo diverso dalle loro abituali dimore. Questa è la conferma di come per incontrare davvero l’altro si debba essere pronti a uscire, a lasciare la propria realtà quotidiana. ‘Uscire’ è una parola fondamentale nella storia della salvezza: l’incontro è possibile solo uscendo da se stessi, dalle proprie difficoltà, dai propri limiti, dalle proprie prigioni. E spesso due fragilità che si incontrano, si trasformano in un punto di forza.

L’Abate ha voluto ringraziare tutti per aver reso possibile un’iniziativa che si è rivelata bella e utile. E’ stata una vera e propria sfida per Montecassino, che deve diventare sempre più accessibile e ospitale nei confronti di tutti ma soprattutto delle persone con disabilità. Un particolare ringraziamento per i ragazzi che in questi mesi hanno prestato servizio in Abbazia, dando una grande testimonianza di serietà, generosità, responsabilità.

Mi è capitato più volte di incontrarli – ha detto il Padre Abate – ed erano davvero molto contenti per il servizio che stavano svolgendo, che per loro credo sia stato anche unoccasione di riscatto e unoccasione formativa importante. Tutti abbiamo tratto giovamento da questa esperienza: coloro che hanno vissuto il servizio, le persone che sono state accolte, e anche labbazia, non solo per il fatto di essere stata più accessibile, ma anche perché questa collaborazione ci ha donato uno sguardo più aperto e più inclusivo ed è importante anche per una comunità monastica crescere su questo aspetto”.

Veronica Bruschini dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ha illustrato il progetto della prima guida tattile, relativa appunto all’Abbazia di Montecassino: “Si tratta – spiega Bruschini – di un volumetto che permette di “toccare” le immagini in rilievo e le descrizioni in braille dei punti più importanti dell’Abbazia: il tatto permette di crearsi un’immagine mentale e così tutti possono godere della bellezza di questo luogo. La guida verrà implementata in futuro con la realizzazione anche di un’audio guida che permetterà di fruire di una descrizione più completa dell’opera stessa

Mi auguro – ha detto Formisano – che questo progetto sia solo l’inizio: l’Abbazia di Montecassino non è accessibile a tutti e l’auspicio è che si possano intraprendere iniziative per i diversi tipi di disabilità, come, ad esempio, per i non udenti. Per il futuro, nel mio ruolo di Garante regionale, assicuro un occhio vigile su tutto quello che serve a migliorare la qualità della vita dei disabili, con una accortezza da legislatore, da mamma, ma anche da controllore, perché troppo spesso si danno per scontate cose che scontate non sono e per il mondo della disabilità sono, invece, indispensabili e improcrastinabili”.

Soddisfazione è stata espressa da Luigi Maccaro: “È stata solo una delle tappe del lungo cammino di amicizia tra Exodus e Montecassino che si è concretizzata grazie alla Regione Lazio, alla quale va il mio particolare ringraziamento e in particolare all’assessore Maselli, che, in occasione del Giubileo, ha voluto proporre un bando così importante a beneficio delle persone più fragili.

Lamicizia e la collaborazione tra Exodus e Montecassino ha radici antiche: Exodus sta a Cassino grazie alla volontà dellallora Abate Don Bernardo dOnorio. E’ una storia lunga, affascinante, ricca e ancora abbiamo tante belle pagine da scrivere insieme. E’ stata un’esperienza molto importante anche dal punto di vista riabilitativo per i ragazzi della comunità hanno ritrovato motivazione e ragioni di impegno e di servizio. E i ragazzi della comunità, quando si sono occupati di persone  fragili e con disabilità, hanno tirato fuori il meglio, le risorse migliori che erano state solo nascoste da dallesperienza della dipendenza. Ma abbiamo visto che quando le persone che hanno qualche fragilità possono occuparsi di qualcun altro, quella fragilità si trasforma in forza, in entusiasmo, in creatività, in ricchezza da mettere a disposizione del prossimo.

Questo progetto è sicuramente anche un importante punto di partenza per altre future collaborazioni. Voglio perciò ringraziare il Padre Abate e la Regione Lazio per averci dato questa grande opportunità.

Grazie al progetto, inoltre, è stato possibile dotare l’Abbazia anche di strumenti che contribuiscono a superare le barriere architettoniche purtroppo presenti in Abbazia”.

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