Ungulati che vivono nei cortili tra i palazzi e nei quartieri residenziali alle porte della città, restano tutto il giorno tra secchi dell’immondizia e giardinetti e, in alcuni casi, sono proprio i residenti a sfamarli. Una sorta di cinghiale addomesticato, addirittura c’è una signora che li tratta come cani e gli avrebbe dato dei nomi, Giovannino e Pasquale. Nonostante le forti lamentele dei vicini. Ovviamente la situazione è ormai fuori controllo.



Alcune sere fa una famiglia ha sentito dei rumori alla porta, era buio e hanno pensato a un tentativo di furto. La casa isolata e in periferia. Ma quando hanno aperto il portone si sono ritrovati faccia a faccia con un cinghiale di grandi dimensioni, poco distante alle sue spalle un “amico”. “Per poco non entrava e si sedeva a tavola con noi, abbiamo richiuso la porta ma è rimasto insieme all’altro e si sono messi a gironzolare in giardino, rovesciando i secchi e mangiando piante e arbusti. E non è la prima volta che ce li troviamo così vicini”.





“Non sono animali tranquilli e c’è qualcuno che sottovaluta il problema. Ci sono signore che portano in strada anche crocchette per cani e cibo umido, in pratica li stanno allevando. E’ ovvio che gli esemplari restino sempre in queste zone, in pratica hanno trovato un albergo con pensione completa – tuona un residente – vorrei ricordare a questi “geni” che questi restano sempre animali selvatici in grado di fare male e anche tanto. Anche ai cagnolini e ai gatti. Lo dico giusto per far capire agli animalisti dell’ultima ora che così non tutelano gli altri animali. Di sera è impossibile portare i nostri cani a fare i bisogni, si rischia di brutto, io stesso giorni fa mi sono dovuto riparare in un portone”.
Oltre al rischio per i residenti e i loro animali da compagnia, il problema è anche per gli automobilisti e per gli agricoltori che si ritrovano con i campi e gli orti perennemente devastati, senza possibilità di rimborsi.
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