E’ apparsa così, in mezzo alle montagne, una enorme antenna. E i cittadini di Terelle si sono ritrovati con questo “nuovo elemento” a far da protagonista in uno scorcio da cartolina. Ad intervenire sulla questione, oltre agli ambientalisti, anche Benedetto leone, imprenditore, già assessore e consigliere comunale del Comune di Cassino.
“Qualche giorno fa, nel silenzio generale, nel piccolo borgo di Terelle é stata alzata un’antenna di telefonia alta quasi 30 metri, posizionata in un contesto di rara e selvaggia bellezza naturalistica. Un polmone verde ora macchiato al quale difficilmente si riesce a dare una spiegazione di come l’uomo possa autorizzare un atto di così alto autolesionismo, se non con l’idea di volerci estinguere da soli.
Di queste antenne, dei loro eventuali pericoli, degli impatti che portano con sé, e della capacità umana di collocarli all’improvviso e con iter amministrativi spesso silenziosi e sorprendentemente veloci, ne leggiamo ultimamente in continuazione in diversi Comuni, ma mai mi sarei aspettato in un paesaggio verde e di così tanta bellezza.
Terelle e’ il paese da dove provengo. Non ho avuto la fortuna di nascerci come tutta la mia famiglia, ma dall’età di 18 anni ad oggi l’ho sempre scelta come mia residenza. Quando amministravo Cassino, per attaccarmi mi dicevano “tornatene a Terelle”, quando sono a Terelle per farmi arrabbiare mi dicono “tornatene a Cassino”. E’ stato sempre così e sempre sarà così. Da qualche anno, ho investito nel Paese creando una mia attività di produzione del vino, ridando vita a terreni abbandonati, riconvertendoli ad agricoltura biologica, generando enoturismo, realizzando un po’ il sogno di mio padre di una fattoria sostenibile. A mille metri, dove c’è aria pulita, dove la natura incontaminata ti coccola e ti rigenera nell’anima, nel corpo e nella mente.

Piccoli borghi come Terelle, che combattono ogni giorno una guerra in solitudine contro lo spopolamento, hanno un solo punto di forza, sul quale investire, custodire gelosamente e preservare: la natura ribelle, bella, incontaminata.
Autorizzare di installare una antenna di queste enormi dimensioni su un terreno comunale e’ una scelta politica. Una scelta autolesionista di chi si fa fatica a comprendere come possa coniugarla con servizio, amore, onore nell’amministrare il Paese.
Ecco perché questo mio Intervento pubblico, spinto anche da altri cittadini ad interessarmi alla vicenda, vuole essere un appello all’Amministrazione, ad indire quantomeno una assemblea pubblica per spiegare le ragioni di questa scelta. Sull’albo pretorio del Comune non ci sono documenti, non c’è determina, non c’è stata fino ad oggi nessuna informazione a riguardo.
La strada dell’accesso agli atti, la raccolta delle firme e successive azioni legali che saranno intraprese le stiamo studiando. Quello che oggi è prioritario però è l’approccio ad una questione così delicata con “il buon senso”. Informare i cittadini. Spiegare.
Motivare. Tranquillizzare e cercare di dare un senso “logico” (se esiste) ad una scelta “politica amministrativa” che è veramente autolesionista. Abbiamo un cuore
Pulsante verde che ci invidiano tutti, e noi ci andiamo a collocare un “mostro”. Sono certo, che questo appello sarà accolto perché conosco chi amministra il paese, alcuni consiglieri li vedo ogni giorno prodigarsi su ogni cosa, rimboccandosi le maniche, e non posso immaginare che quando vedono il panorama di Terelle, da cartolina, chiudano gli occhi sull’Antenna che oggi è un pugno al cuore, alla salute e all’anima di tutti noi.
Concludo questo appello, riportando le parole del filosofo Antonio Tari, originario di Terelle, che campeggiano anche all’ingresso del palazzo comunale: “Terelle: quei pochi terreni al sole, che sono la Nostra libertà”… a quella libertà che per scelte umane, interessi economici, oggi con un’antenna state rinunciando!”
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