Le complessità dello scenario internazionale connesse alle crescenti tensioni geopolitiche hanno caratterizzato l’intero anno appena trascorso, nel corso del quale, oltre ai conflitti diffusi su più fronti e ai rischi della crisi in Medio Oriente, si è registrato un generale rallentamento del commercio mondiale. Le politiche protezionistiche diffuse stanno, infatti, ridefinendo il perimetro degli scambi internazionali su cui, oltre all’incertezza dei dazi e delle regole doganali tuttora non uniformi negli USA, pesa l’indebolimento del dollaro sull’euro, unica certezza consolidata, con i conseguenti ulteriori effetti penalizzanti per l’export del Made in Italy, al netto del settore farmaceutico.
L’economia italiana, prevalentemente sostenuta dal PNRR, sconta il rallentamento tendenziale della produzione industriale, atteso che permangono le criticità dell’incidenza dei costi dell’energia, fattore che deprime la competitività del nostro Paese, e dei rischi connessi alle dipendenze settoriali per l’approvvigionamento di materie prime critiche e di semilavorati, che potenzialmente aumentano le vulnerabilità in termini di capacità produttiva. Il rafforzamento degli investimenti che, oltre ai progetti e alle infrastrutture finanziati dal PNRR, hanno ritrovato una maggiore vitalità anche nella componente degli impianti e macchinari e il moderato miglioramento dei consumi in chiusura d’anno, sostenuti dalla crescita del reddito disponibile, contribuiscono a un’intonazione leggermente più positiva degli indicatori.
Tale clima di costante incertezza ha influito sui trend di demografia imprenditoriale che confermano gli elementi di continuità emersi negli ultimi trimestri, caratterizzati dalla sostanziale stazionarietà dell’iniziativa imprenditoriale, cui si associa il ridimensionamento delle chiusure di attività, che lascia intendere una diffusa cautela e una tenuta del tessuto imprenditoriale.
Gli esiti algebrici su scala nazionale restituiscono 56 mila e 599 unità aggiuntive, in significativa accelerazione rispetto alle risultanze dello scorso anno (il saldo sfiora le 20 mila imprese in più, +53,6% sul 2024), per un tasso di crescita che si attesta al +0,96%, a fronte del +0,62% precedente. Come già evidenziato, tale maggiore espansione della base imprenditoriale è frutto del contributo delle iscrizioni pressoché in linea con lo scorso anno (pari a oltre 323 mila unità), che si confermano comunque sotto tono in serie storica, cui si associa il contenimento congiunturale delle cessazioni (poco meno di 267 mila, -6,7% rispetto al 2024).
Nella graduatoria regionale per tasso di crescita, il Lazio si conferma in pole position (+2,07% il relativo tasso, a fronte del +0,96% nazionale), allungando ulteriormente la distanza rispetto alle regioni immediatamente seguenti (Lombardia, Sicilia e Campania).
Il bilancio dell’area vasta di Frosinone e Latina è positivo per 1.040 imprese (a fronte delle 1.363 aggiuntive dello scorso anno); la performance più contenuta è condivisa da entrambi i territori, per effetto del ridimensionato turnover imprenditoriale, determinato dal rallentamento più accentuato delle iscrizioni. Il denominatore comune ad entrambe le province è il maggiore affanno dei settori tradizionali: industria, commercio e agricoltura; per quest’ultimo occorre sottolineare che il confronto rispetto alle dinamiche più vivaci dello scorso anno è penalizzato dal venire meno dell’effetto delle risorse messe a disposizione dal PSR, che hanno alimentato i saldi positivi targati 2024.
Tab. 1: Movimento Totale delle imprese presso il Registro Imprese camerale – Italia, Lazio e province.

Fonte: elaborazioni Osserfare su dati Movimprese
In termini di confronto intersettoriale, nel Frusinate si segnala il recupero di vivacità delle costruzioni e il passo più accentuato delle attività immobiliari; inoltre, le attività di consulenza alle imprese confermano una buona espansione, seppur leggermente più contenuta. In area pontina si registra il deciso sprint delle attività turistico ricettive, che mettono a segno l’avanzo più significativo, replicato per dimensione dall’edilizia, quest’ultima leggermente meno tonica rispetto al biennio precedente.
Tab. 2: I primi segmenti di attività in ordine decrescente del saldo dello stock – Anno

Fonte: elaborazioni Osserfare su dati Movimprese
Il commento del Presidente Giovanni Acampora
“Il quadro complesso che stiamo vivendo, caratterizzato da incertezza e incognite su più fronti, impone una grande capacità di adattamento per affrontare uno scenario economico in continua evoluzione e spesso imprevedibile, dove tensioni ed equilibri delicati rendono la programmazione delle imprese una sorta di rompicapo. La crescita imprenditoriale sostenuta dalla maggiore vivacità dei servizi, in particolare quelli di consulenza alle imprese, dimostra che la priorità del tessuto produttivo è investire su nuovi modelli di business, che impongono di superare gli schemi “tradizionali” per affrontare le discontinuità in atto.
Innovazione e competenze sono i driver inderogabili su cui la Camera, anche attraverso la sua Azienda Speciale Informare, ha investito ingenti risorse, professionali e finanziarie.
Ammontano, infatti, a oltre 2 milioni e 500 mila euro, i quattro bandi appena pubblicati e messi a disposizione delle imprese dell’area vasta Frosinone e Latina per la doppia transizione digitale ed ecologica, per l’internazionalizzazione, per la qualificazione dei pubblici esercizi e per il turismo. Misure che, con continuità, stiamo adottando per accompagnare le imprese in un percorso di crescita fondato su qualità, innovazione e sostenibilità, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del nostro tessuto economico e rendere così il nostro territorio sempre più attrattivo. Siamo certi che, come di consueto, avremo un ottimo riscontro da parte delle imprese.
I grandi cambiamenti che stiamo affrontando ci impongono di trovare nuove soluzioni e oggi, più che mai, il compito delle istituzioni è quello di tracciare nuove rotte: i tempi odierni ci impongono di andare oltre l’ordinario, di tradurre le intuizioni in progettualità che possano dare sempre maggiore impulso al territorio, di scrivere pagine nuove.
La Camera è fortemente impegnata in questa direzione per contribuire, insieme alle istituzioni a tutti i livelli territoriali e alle associazioni di categoria datoriali, sociali e sindacali, a progettualità che possano offrire innovative chiavi di interpretazione dello sviluppo, come faremo promuovendo l’economia della bellezza, un asset strategico su cui abbiamo deciso di investire per la valorizzazione dei luoghi, la cura dei paesaggi, la rigenerazione culturale dei territori, la promozione dei nostri saperi, dei sapori, delle isole e del mare.
Un approccio che intendiamo portare avanti, nella consapevolezza che i nostri territori meritano una visione unitaria per competere e per ricevere la giusta considerazione nei principali tavoli di concertazione.
A tali primi spunti seguiranno approfondimenti successivi per i nostri territori.
Clicca qui per leggere ulteriori notizie



