“La crisi che sta attraversando il Partito Democratico locale, emersa con forza nelle ultime ore, rappresenta l’ennesima conferma di un metodo politico fallimentare, quello del sindaco Enzo Salera, che da tempo denunciamo” a dichiararlo i consiglieri di opposizione Sebastianelli, Evangelista e Incagnoli.
“Secondo quanto emerge dai fatti più recenti, il Partito Democratico locale ha assistito a un episodio che conferma come il metodo Salera metta l’ego personale davanti agli interessi della città e del partito stesso. Il sindaco, infatti, avrebbe bloccato la candidatura di due consiglieri comunali di Cassino alle prossime elezioni provinciali. Si tratta di figure che potrebbero portare il loro contributo concreto sul territorio. La decisione di impedirne la candidatura, dettata da motivazioni puramente personali, non solo ha privato il partito di valide risorse, ma ha anche negato ai cittadini la possibilità di essere rappresentati da esponenti preparati e radicati nella comunità. Questo episodio mette in luce come un singolo metodo di gestione del potere possa avere ripercussioni immediate e concrete sulla rappresentanza e sulla vita politica della città.
«Quello che sta accadendo all’interno del PD è lo specchio fedele di come il metodo Salera sia ormai arrivato al capolinea. Un metodo basato sull’assenza totale di dialogo, sull’arroganza politica e su un atteggiamento ostico e poco empatico che ha portato il sindaco a isolarsi progressivamente nel corso degli anni».
“Il sindaco, oggi al secondo mandato, non dialoga con l’intera città ma esclusivamente con una parte di essa, quella che lo sostiene politicamente. Un fatto estremamente grave per chi dovrebbe rappresentare tutta la comunità. Ancora più grave è l’incapacità di dialogare con il territorio: sono noti a tutti i rapporti ormai freddissimi con l’Abbazia di Montecassino e con numerosi comuni del circondario che non rientrano nel suo “emisfero politico”.
Chiunque abbia idee diverse dalle sue viene schiacciato da metodi arroganti o, peggio ancora, dal silenzio. Una forma di indifferenza istituzionale che nel tempo ha sfilacciato rapporti, collaborazione e buon vicinato, e che ha prodotto un clima di diffidenza tra amministratori, cittadini e forze politiche del territorio.
Lo stesso atteggiamento viene riservato alla minoranza consiliare, costantemente tacciata di incapacità, con toni offensivi e modalità poco ortodosse. In realtà, ciò che oggi esplode all’interno del Partito Democratico è il frutto diretto del comportamento di un sindaco che ha progressivamente isolato sé stesso, creando una classe dirigente debole e spaccata.
Non esiste più un consigliere comunale che abbia reale diritto di parola all’interno della maggioranza. Non esiste un consigliere di minoranza che possa svolgere il proprio ruolo senza essere attaccato da un sindaco sempre più nervoso e incapace di confronto. Questa mancanza di empatia, che è prima di tutto caratteriale, ha portato all’isolamento politico e umano di un’intera classe dirigente.
Le vicende di queste ore dimostrano chiaramente che il problema non è un singolo episodio o una candidatura specifica, ma un modello di gestione del potere che ha fallito e che oggi presenta il conto, prima alla sua stessa parte politica e poi all’intera città” concludono.
Clicca qui per leggere ulteriori notizie



